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maggio 10, 2017 - Santa Margherita

Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Rive di Refrontolo Brut: presentato al Vinitaly il Restyling del “Cru” di Santa Margherita.

Marzo 2017.

Non esiste un solo Prosecco. Una delle forze di questo vino-icona della moderna enologia italiana sta proprio nella grande pluralità della sua offerta e delle sue tante sfumature. Quindi non c’è soltanto la grande divisione fra DOC e DOCG, oppure fra vigneti di pianura e quelli di collina: il disciplinare della DOCG Conegliano-Valdobbiadene, in particolare, va anche ad evidenziare ben 43 sottodenominazioni comunali chiamate “Rive”. Si tratta di 43 località registrate i cui vigneti - fondamentalmente, quelli più ripidi e vocati - sono diversi per composizione del suolo, esposizione e microclima. I Prosecco Superiore “Rive” debbono essere prodotti esclusivamente con uve provenienti dai vigneti ubicati in una di queste sotto-denominazioni; debbono riportare il millesimo in etichetta e, soprattutto, la produzione delle uve è contingentata a 130 quintali/ettaro. Inoltre tutte le lavorazioni debbono essere svolte obbligatoriamente a mano. Si tratta, insomma, di Prosecco Superiore che, per le lavorazioni di cui è espressione, per la specificità dei singoli terroir, per le quantità limitate di livelli produttivi, si pone al vertice della piramide qualitativa del Prosecco e non va confuso con la produzione delle altre Denominazioni. «Non si tratta di disquisizioni filosofiche, – sottolinea Ettore Nicoletto, Amministratore Delegato di Santa Margherita Gruppo Vinicolo – ma della natura stessa di questo Prosecco Superiore che va portata all’attenzione dei winelover e dei consumatori: stiamo parlando di un #vino prezioso, che nasce nella più giovane tenuta di Santa Margherita, a Refrontolo, nel cuore della Denominazione ConeglianoValdobbiadene: 18 ettari di vigneti immersi nei boschi». Per far emergere al meglio le qualità del Valdobbiadene Prosecco Superiore “Rive di Refrontolo” DOCG Brut, Santa Margherita ha avviato un profondo restyling che debutta al prossimo #vinitaly (Verona, 9-12 aprile): la bottiglia assume un volume più importante – una champagnotta dalla spalla più morbida e bassa – mentre l’etichetta, con piccole nobilitazioni d’oro, giochi di cromie, e grafismi sottolinea un’elegante ed al contempo sobrio legame con il territorio da cui nasce. Un territorio candidato a diventare Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, contraddistinto da un savoir-faire antico e rispettoso della Natura. 

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